Blue Drama, la musica è la nostra vista

Blue Drama, la musica è la nostra vista

Quando tre decenni abbondanti di palchi, sale prove e studi di registrazione, non sono bastati a placare la fame di rock, c’è solo una cosa da fare.
Formare una nuova band !!! Ed è esattamente per soddisfare questo bisogno, che nel settembre del 2017 nascono i Blue Drama, ad opera di Mario Assennato, Andrea Bartolini e Massimo D’Amico.
Amici ancor prima che compagni di avventura in svariate formazioni, i tre creano la loro nuova creatura sul classico modello del power trio di pura estrazione rock 70/80, ma con la peculiarità del cantato in Italiano.

Abbiamo voluto scoprire qualcosa di più sulla band facebdo una bella intervista a Mario Assennato , chitarra e voce della band.
 
SWZ:  Ciao ragazzi, come e quando prende vita la band?
Mario:
Ciao a Voi, l’idea è stata mia, sono Mario Assennato, chitarra e voce. Verso la fine del 2016 ho pensato che mi sarebbe piaciuto ricominciare con il mio amico storico Andrea Bartolini a scrivere canzoni rock in italiano. Questo perché a circa metà anni 90 la nostra precedente band Machine Messiah si è sciolta nostro malgrado ed è stato un vero peccato non essere più riusciti a ripartire. Nel 2017 abbiamo deciso di provarci, di farlo solo in tre, alla batteria avevamo Massimo D’Amico che poi ha lasciato il posto a Marco Casalini a fine 2021.

SWZ: Quali sono le vostri fonti di ispirazione?
Mario:
Io e Andrea siamo nati negli anni 60, le influenze sono tantissime… anglosassoni, americane, italiane e non soltanto nel rock. Impossibile fare nomi, sarebbero troppi quindi mettiamo tutto in un solo nome molto basilare: The Beatles!

SWZ: Hanno un filo conduttore i brani che avete pubblicato ?
Mario:
No nessun filo, semplicemente raccontiamo le nostre emozioni, i nostri sogni, esperienze di vita quotidiana e qualche riflessione.

SWZ: Come nasce un vostro brano di solito?
Mario:
A volte sviluppi un’idea musicale, una melodia, un riff, un tema… e senti che quella musica può raccontare un certo tipo di storia. Altre volte invece è il contrario, scriviamo un testo di getto, senza pensare alla musica… che cerchiamo dopo in modo che possa fare da colonna sonora a ciò che narra il testo… e personalmente questo modo lo preferisco.

SWZ: Ha subito un’evoluzione il vostro sound, dalla nascita della band ad oggi ??
Mario:
Sinceramente non è facile cambiare sound in pochi anni per un power trio di musicisti con alle spalle tantissimi anni di esperienza. Il nostro sound lo abbiamo nelle mani e nel cuore, non ci ispiriamo alla moda del momento… non siamo molto mainstream per intenderci. Navighiamo a vista e ci affidiamo all’istinto e all’esperienza più di qualsiasi altra cosa.

SWZ: Quanti brani avete lasciato nel cassetto non inclusi su La Giostra ?
Mario:
Abbiamo pubblicato un singolo che si chiama S.O.S. qualche mese prima dell’uscita dell’album La Giostra, questo brano si trova in digitale ma non è incluso nell’album. A breve pubblicheremo altri 3 brani, 2 sono nostri inediti e uno è la nostra cover di Musica Ribelle di Eugenio Finardi, un altro dei tanti “maestri” che stimiamo da sempre.

SWZ: Quali sono i vostri piani più immediati?
Mario:
Stiamo cercando date per presentare il nostro album, la nostra musica, la nostra grande passione. Per ora vogliamo suonare il più possibile in più luoghi possibili. Stiamo cercando un’agenzia booking che possa darci una mano in questo senso. Poi più avanti riprenderemo a registrare materiale nuovo.

SWZ: Concludete lʼintervista con u messaggio!
Mario:
La musica è la nostra vita. La musica originale però è una missione… quindi ci vuole una passione smisurata per portarla avanti a prescindere dai risultati. A noi importa soltanto essere onesti e sinceri con noi stessi, quindi la nostra musica, nel bene e nel male, dice chiaramente chi e cosa siamo noi.

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