Esce in CD e in digitale, il primo album omonimo della band Matrioska Social Club

Esce in CD e in digitale, il primo album omonimo della band Matrioska Social Club

Esce in CD e su tutte le piattaforme digitali, il primo album omonimo della band Matrioska Social Club, anticipato dai singoli “Alibi” e “Regina cadente” , pubblicato e distribuito da (R)esisto. Un disco omonimo con i titoli dei brani che invitano a scoprire le sue interiora.
Come in una galassia scoprire i suoi sistemi solari, come in una società scoprire i suoi valori e i suoi limiti, come nel nostro personale mondo interiore scoprire noi stessi fino a comprendere che siamo l’insieme di esperienze che ci trasformano giorno dopo giorno.
Come “Giocodei” che apre con una chitarra dal colore scuro e misterioso in un riff denso e corposo e un fill di batteria che ricorda ritmi che vengono da un altro tempo, il brano ci invita a riflettere sul nostro essere: “quello che sei è il trascorso dei tuoi giorni, oppure la luce che splende da qui all’eterno”.
Le sonorità a tratti cupe e a tratti tendenti al blues cadono negli abissi del mistico e surreale che si specchia in qualche modo col nostro tempo.
“Freak” che parte sempre con un riff di chitarra seguito da un ritmo di batteria teso sul limite del tempo ma con un groove sempre in tiro, sprigiona sonorità che ricordano gli anni 90 e il suo andare fuori le righe sui tempi e sulla chitarra grossa e imponente. Questa ventata di chitarra distorta tira in ballo una poesia demenziale scritta da Freak antoni “la sfiga” e nel testo segue “la sorte col suo umorismo si prende gioco di me” vuole racchiudere in se l’ironia che il vecchio Freak si portava a spasso con sè per questo una volta scritta ha preso inevitabilmente il suo nome.
“Stupidi eroi” è stato il brano in plus che chiude il cerchio arrivando in cifra pari e si posiziona come ultima traccia in fondo alla lista, a livello sonoro si dissocia dal contesto, si presenta in acustico con accordatura aperta e senza sessioni ritmiche, ma la sua trama è qualcosa che appartiene a un mondo sempre più subdolo.
“Ext” terzo singolo estratto dall’album si presenta con una partecipazione importante del panorama indie rock della musica italiana, Pieropaolo Capovilla cantante dei Cattivi Maestri
(ex Teatro Degli Orrori e One Dimensional Man), interpreta un pezzo tratto da una poesia di nuvola in calzoni di Vladimir Majakovskij come solo lui sa fare così dannatamente bene in
questo vestito rock dirompente che entra a gamba tesa e non risparmia nessuno, invita a scappare dal nostro io subdolo e ce lo vomita addosso nei suoi versi chiave “tu potresti essere
tu e non seguire la via di questa cieca apatia” “Come scimmie metropolitane” prova a riportarci alle nostre radici prima che l’uomo coltivasse concetti e culture deleterie che ne hanno deformato la sua spontaneità e la sua naturalezza, allontanandosi poi da quello che potrebbe essere il suo vero scopo in questa esistenza “non sei tu quell’auto in coda al semaforo, non sei tu il dio che compie i miracoli” “Regina cadente” inizia con un riff ipnotico, ci ricorda un rock duro tendente quasi al pop rock ma che resta dentro al suo limite sempre sul filo del rasoio. Pare ci voglia indicare quello che ci ostiniamo a cercare di essere, una società che mira all’apparenza e al possesso, apparire e non essere, possedere e non amare. Una vita spesa malissimo e pare che non ci sia modo di invertirne la rotta; Quell’inversione di rotta non arriva mai per via dei nostri infimi “Alibi” titolo del brano che apre il disco con chitarra e batteria che ci spingono energicamente ad andare oltre la caducità che poniamo tra noi e il cambiamento “alibi pronti per fare ciò che non fai” e infine l’auspicio alla rinascita, “Primavera”.
Penultimo brano, pezzo dalle sonorità miste che progrediscono nel suo decorso a trasformazioni sonore e ritmiche altisonanti, la sua trama evoca alla lealtà dei nostri cuori e della nostra emancipazione, “e immaginare un tuo natale con lo sbocciar dei fiori e dentro al cuore il tuo regalo senza illusioni”

Tracklist:
01 Alibi
02 Freak
03 Ext
04 Scimmie metropolitane
05 Regina cadente
06 Giocodei
07 Primavera
08 Stupidi eroi.

Il progetto Matrioska social club ha origini salentine, ed è stato elaborato e concepito a Bologna. Partono da un powerduo, non un complesso musicale ma un collettivo. Nasce da un’idea che ronzava da tempo per la testa di Lorenzo Zizzi (chitarre e voci) ovvero quella di rappresentare un mondo ormai quasi del tutto passato. Il mondo del non essere un singolo che
competa con l’altro (il diverso, il rivale), ma bensì di un singolo che collabora o che almeno si confronti con l’altro, cercando di formare un corpo, un collettivo in cui ciascuno propone le sue idee e in base alle capacità e i bisogni individuali che possono variare a seconda delle circostanze. Quindi decide di invitare alla collaborazione del suo nuovo progetto una vecchia anima complice, già vissuta nel suo passato non troppo remoto, Gian Piero Nicolì (batterista). Complici fin da ragazzi (dal 2002) sfornano diverse idee in tempi e contesti
differenti ma sempre con la stessa forza, propensione e con la stessa vena rock che muta, si trasforma in continuazione in base alle diverse personalità che incontrano e inconsciamente, in ogni contesto formano un corpo modulare dove poter posarci addosso qualsiasi idea. Tra riff di chitarra e fill di batteria, crescono e formano diverse band. Minerva e Token, due tra le diverse band vissute, le più longeve nel quale hanno transitato e dove sono emerse le prime composizioni, messe in sacco e portate in giro per alcune regioni del bel paese.
Saltano fuori dopo 10 anni con questo nuovo progetto e ci propongono brani dall’anima rock, scritti e composti alla chitarra da Lorenzo.

I Matrioska Social Club sono:
Lorenzo Zizzi – voci e chitarre
Gian Piero Nicolì – batteria

About Author

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: